Natale è alle porte e il rischio di arrivare troppo lunghi con i regali da fare è sempre in agguato. 

Il regalo perfetto è sicuramente quello fatto con il cuore, ma a volte c’è bisogno di un piccolo aiuto in più per trovare l’idea giusta. 

Hai un’amica o una parente che è diventata mamma da poco e vorresti farle un dono ma proprio non sai cosa scegliere? 

Ti diamo ben cinque opzioni da valutare! 

1.Un regalo tutto per lei  

Quando una donna diventa mamma, spesso, riceve in dono solo ed esclusivamente regali per il neonato e mai per lei. Quest’anno, stupiscila e regalale qualcosa che solo lei possa usare in quanto donna e non solo  mamma. Non è necessario spendere grandi cifre, ma è importante immedesimarsi in quelle che potrebbero essere le sue esigenze. Via libera quindi, a un buono per estetista o parrucchiere, oppure per un massaggio rilassante. 

2.Un regalo per la coppia 

Probabilmente una neo mamma ha anche poco tempo da dedicare al proprio partner, oltre che a sé stessa. Un regalo da poter sfruttare in coppia, quindi, può rivelarsi un regalo molto apprezzato.

Anche in questo caso, si potrebbe optare per un buono per una cena romantica o una giornata in una spa. In alternativa, se possibile visto il periodo particolare, si possono valutare anche due biglietti per un museo,  una mostra  oppure un concerto. 

3.Un regalo da sfruttare nel tempo 

Spesso, quello di cui ha bisogno una neo mamma, è semplicemente del tempo. 

Tempo per farsi una doccia con calma, per riposare o semplicemente per ascoltare della musica o leggere qualche pagina di un libro in totale relax. Il regalo giusto allora, potrebbe essere un “buono aiuto”. In altre parole, potete offrirvi come babysitter d’emergenza quando e se, la neo mamma avrà bisogno di un supporto concreto per ricaricare le energie. Ovviamente la validità del buono sarà illimitata!! 

4.Un regalo per il bambino 

Anche se abbiamo precisato che il regalo per la neo mamma dovrebbe essere per lei in quanto donna e non solo  mamma, è anche vero che regalarle un set completo di prodotti da usare quotidianamente per il cambio e la cura del proprio bambino, può comunque risultare un dono apprezzato. Questo perché risulterebbe non solo un risparmio di soldi, ma anche di tempo. 

Cosa mettere nel set? Ovviamente, pannolini, crema e pasta per il cambio pannolino, tutto l’occorrente per il bagnetto e l’olio per il corpo.  

5. Un regalo per raccogliere i ricordi più belli 

Infine, si possono raccogliere tutte le foto più belle del suo percorso di mamma (dall’ecografia, alle foto con il pancione, fino ai primi giorni e mesi insieme al bambino) e inserirle in un album digitale o cartaceo, lasciando spazio per i mesi e gli anni a venire. Un modo concreto per rendere ancora più speciali i ricordi di un’avventura nuova ed entusiasmante. 

Anche tu hai suggerimenti? Scriviceli nei commenti! 

Gli abbracci sono sempre una coccola apprezzata da piccoli e grandi. Donano un senso di calore, amore e conforto unici, soprattutto quando il contatto è  tra i  genitori  ed i loro bambini. 

Gli abbracci sono un gesto di cui tutti hanno bisogno indistintamente ma, in particolar modo i bambini sin da neonati. Questo perché gli abbracci hanno un vero e proprio effetto benefico sia a livello fisico sia a livello psicologico. 

Abbracci: gli effetti benefici sul corpo 

Uno studio ha dimostrato che gli abbracci innescano i cosiddetti neuroni specchio che ci portano a sentirci bene con noi stessi e che ci permettono di spiegare la capacità dell’uomo di porsi in relazione con altri individui. Nel nostro cervello, osservando una determinata azione, si attivano gli stessi neuroni che entrano in gioco quando siamo noi stessi a compierla (ecco perché il nome “neuroni specchio”).

Inoltre, gli abbracci, tendono a stimolare il rilascio di ossitocina (l’ormone della felicità) nel corpo e questo ci porta inevitabilmente a sentirci più rilassati e a ridurre i livelli di ansia e stress. 

Gli abbracci sono un modo per dimostrare fisicamente l’amore e il proprio attaccamento verso l’altra persona e comportano veri e propri benefici sulla salute come:

-Diminuire  la pressione sanguigna

-Ridurre la frequenza cardiaca

-Ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress

-Aumentare i livelli di ossitocina

-Aumentare i livelli di serotonina

-Stimolare il sistema immunitario

Abbracci: gli effetti benefici sulla mente  

Anche a livello psicologico, gli abbracci sono un vero toccasana sotto moltissimi aspetti. 

Basta pensare a quando il proprio bambino si fa male e piange. Uno dei primissimi gesti che si compiono in maniera quasi automatica, dopo essersi accertati che non sia successo niente di grave, è stringerlo a sé per calmarlo e consolarlo. 

Altri benefici comprovati degli abbracci sono: :

-Migliorare l’umore

-Migliorare l’autostima

-Ridurre la sensazione di solitudine, dolore e tristezza

-Ridurre i sentimenti di paura e rabbia

-Aiutare a creare un senso di appartenenza

-Migliorare la relazione con l’altra persona coinvolta

Infine, gli abbracci sono anche utilissimi per scaldare letteralmente sé stessi o l’altra persona.

Non è un caso che dopo il bagnetto ad esempio, si tenda a stringere a sé il proprio bambino per cercare di asciugarlo in fretta e proteggerlo dal freddo, soprattutto nei mesi invernali. 

Un gesto d’amore istintivo che provoca un’immediata sensazione di benessere sia ai genitori, sia al bambino. 

Anche tu sei un’amante degli abbracci? Raccontaci nei commenti il tuo momento-coccola più bello e speciale  passato insieme al tuo bambino. 

Il momento del post parto è molto delicato, non solo per il neonato ma anche e soprattutto per la mamma che si ritrova a fronteggiare una nuova realtà, una nuova routine e nuove sfide. 

Non sempre, chi è vicino alle neo mamme, sa esattamente come comportarsi e spesso si compiono errori in buona fede, per cui è bene prepararsi per tempo  considerando che si dovrà avere a che fare con una donna che  sta per affrontare una nuova realtà. 

Se conosci una neo mamma oppure tu stessa hai da poco dato alla luce il tuo bambino, non puoi perderti qualche consiglio utile su come  vivere e fronteggiare al meglio la situazione.  

Non giudicare 

Sembra scontato, ma spesso le neo mamme possono sentirsi giudicate se non riescono a far fronte ai mille impegni e doveri che la società si aspetta da loro. 

Per non farle sentire sole la regola numero uno è sicuramente mai giudicare o dare consigli non richiesti, perché seppur in buona fede, si rischierebbe di fare aumentare ulteriormente la loro sensazione di  disagio. 

Offrire aiuto 

In alcuni casi, una neo mamma potrebbe avere difficoltà o provare vergogna nel chiedere aiuto. 

Offrirsi spontaneamente  come supporto quindi, è il primo passo per aiutare concretamente una neo mamma. L’importante, ovviamente, è farlo senza essere  mai invadenti e rispettare gli spazi e i tempi della madre e del suo piccolo. 

Adattarsi ai tempi  

Un altro errore in buona fede che spesso viene fatto è quello di non rispettare  i tempi e  gli orari della neo mamma e del suo bambino. Un neonato, ha ritmi ben diversi di un adulto per cui prima di andare a casa della nuova famiglia sarà necessario informarsi bene quando è meglio presentarsi e ovviamente, mai arrivare senza avvisare. 

Piccole attenzioni che contano

Per una neo mamma, qualsiasi attenzione e aiuto può rivelarsi davvero prezioso. Non servono necessariamente grandi gesti, ma anche piccoli accorgimenti possono fare la differenza.

Un caffè d’asporto. Una lavatrice fatta. Un pasto pronto da consumare. Insomma, qualsiasi cosa che possa alleggerire le sue giornate e lasciarle il tempo per riposarsi e coccolare il suo bambino sarà sicuramente molto apprezzato e anche utile. 

Non fatele mancare le coccole 

Quando nasce un bambino viene naturale dedicargli tutte le attenzioni, coccolandolo e   dandogli tutto l’amore possibile. Spesso, però, ci si dimentica che una neo mamma ha bisogno di affetto tanto quanto il suo piccolo. Quando nasce un bambino, nasce anche una nuova madre che oltre alla gioia, nasconde dentro di sé anche una serie di paure e timori. 

Il modo migliore per rassicurarla è quindi, non farle mai mancare abbracci, vicinanza fisica ed emotiva e amore. 

Hai anche tu un’esperienza o consigli da raccontarci? 

Scrivicelo nei commenti! 

L’inizio dell’anno scolastico per i più piccoli e del lavoro per i genitori, dopo la pausa estiva, può rappresentare un momento di forte stress per tutti i componenti della famiglia. 

Ritagliarsi qualche momento tutto per sé è importante per rigenerarsi ed essere nuovamente pronti a far fronte agli impegni della giornata. 

Quando si è mamme, tuttavia, trovare del tempo per il relax è piuttosto difficile. 

Per questo, vogliamo consigliarti alcune attività da svolgere insieme al tuo bambino e che, dopo una lunga giornata fuori casa, porteranno a entrambi beneficio.   

Preparare l’ambiente 

Prima di tutto è necessario preparare l’ambiente circostante per renderlo il più possibile

confortevole.

Questo non significa solo riordinare casa, attività che comunque sarebbe meglio svolgere tutti insieme come una sorta di gioco di famiglia, ma anche vivere gli spazi in modo diverso rispetto alle solite abitudini.

Ad esempio, al posto delle luci normali, si possono utilizzare lampade per bambini dalle forme buffe oppure candele colorate al LED. 

Oppure, invece di stare tutti intorno al tavolo a giocare o parlare si può scegliere di creare  delle mini capanne sul pavimento  con piccoli materassi, cuscini e coperte soffici. 

Infine, come tocco finale, meglio spegnere la tv e al suo posto preferire della musica soft di sottofondo. 

Il momento della storia, con una variante 

La sera, per antonomasia, è il momento del racconto della storia della buonanotte.

Prima di questo, provate a chiedere al bambino di raccontare lui una piccola storia a voi. 

Mettetevi tutti comodi, nella capanna costruita insieme oppure direttamente già a letto, e lasciate che il bambino esprima tutta la sua fantasia liberamente e con molta calma. 

Nel frattempo voi potrete coccolarlo e condurlo verso la nanna. 

Se invece il bambino non trova ristoro alla fine del racconto, scambiate i ruoli nuovamente e iniziate voi a raccontare una storia. Il tono di voce, in questo caso, è basilare per indurre entrambi in uno stato di quiete e preparazione al sonno. 

Le parole devono essere scandite con lentezza e il tono di voce dovrebbe essere basso e delicato. 

Yoga e meditazione 

Per i bambini più grandi, invece, potrebbe essere di grande aiuto iniziare a praticare meditazione e yoga. Non serve essere dei grandi esperti per realizzare le posizioni più semplici e basilari, l’importante è non strafare e andare per gradi.

Si può scegliere di guardare insieme dei tutorial online di yoga per bambini oppure acquistare libri specializzati sull’argomento. 

Alla fine della sessione di yoga, si può dedicare del tempo per meditare a occhi chiusi e in silenzio per qualche minuto. 

Tutto questo concilierà a entrambi un sonno più sereno e magari scioglierà anche qualche nodo al collo o alla schiena creato dalla tensione della giornata. 

Bagnetto rilassante e massaggio 

Ultimo, ma non ultimo, un classico che rilassa sempre: il bagnetto serale

Il bagnetto della sera non serve solo per lavarsi a fine giornata, ma rappresenta un momento cruciale per distendere corpo e mente e preparare il bambino a dormire. 

Accompagnarlo e cullarlo durante il bagnetto della sera risulterà molto piacevole anche per la mamma che avrà così modo di ricongiungersi e coccolare il proprio bambino dopo una lunga giornata di lavoro. Questo tipo di attività può essere svolta insieme al papà o ai fratellini e/o sorelline per rendere il tutto ancora più piacevole e gioioso. 

Infine, dopo il bagnetto, l’ideale sarebbe massaggiare delicatamente il bambino prima di metterlo a letto. A questo scopo è utile l’olio di mandorla che non unge la pelle, lasciandola naturalmente morbida e idratata.  

E tu, hai altri consigli su come rilassarsi a fine giornata insieme al proprio bambino? 

Scrivicelo nei commenti.

Il momento del massaggio infantile è qualcosa che va oltre la dimensione fisica. Il contatto tra la mamma e il suo bambino contribuisce a consolidare il legame tra i due, oltre a essere molto rilassante e gratificante per entrambi. 

Il massaggio al bambino è una pratica diffusa e imparare a eseguirlo correttamente non è impossibile. Inoltre, può essere una splendida avventura nella quale coinvolgere anche il papà del bambino. Infatti, latto del massaggio produce una serie di benefici fisici, ma anche psichici ed emotivi sia al neonato che ai genitori.

Esistono davvero molti tipi di massaggio infantile, ognuno con tecniche e modalità proprie e alcuni esempi sono: il massaggio Shiatsu, il massaggio indiano, il massaggio svedese. In Occidente, le tecniche di massaggio infantile sono state sviluppate e diffuse da Vimala McClure (fondatrice della IAIM – International Association of Infant Massage, da cui deriva l‘AIMI – Associazione Italiana Massaggio Infantile) che, prendendo spunto dal massaggio indiano, e inserendo elementi del massaggio svedese, dello yoga e della riflessologia plantare, ha ideato un nuovo metodo nel quale, durante l’esecuzione del massaggio, è significativo anche l’uso della voce. 

Prima di scegliere il massaggio più adatto per il proprio bambino è sempre bene affidarsi al consiglio del pediatra di famiglia, il quale saprà indicare il miglior percorso da intraprendere. 

Perché praticare il massaggio ai neonati

Bisogna considerare che quando il feto si trova ancora nell’utero materno viene in qualche modo “massaggiato” dal liquido amniotico, come se si trattasse di carezze “naturali”. 

Il tatto è il primo senso che si sviluppa (intorno alla sesta e la nona settimana di gestazione) e la pelle è l’organo di senso più esteso che rappresenta un collegamento diretto con il mondo esterno.

Tutti questi fattori contribuiscono a far comprendere quanto il massaggio ai neonati, quindi il contatto vero e proprio tra mamma e bambino, possa essere non solo naturale, ma anche di grande beneficio per entrambi. 

Il massaggio infantile agevola il bonding” 

Il legame speciale tra bambino e madre viene definito con il termine “bonding”, dall’inglese “bond” che significa, appunto, legame.

L’insieme della gestualità del massaggio, del contatto e dell’amore con il quale questa attività viene svolta contribuisce allo sviluppo del legame affettivo tra figlio e genitore; produce un senso di benessere nel bambino e di maggiore sicurezza nella madre che sentirà accrescere le sue capacità di accudimento. 

Un massaggio, molti benefici 

I benefici che derivano dal massaggio sono davvero molteplici. 

Oltre a un senso generale di benessere, il massaggio infantile risulta molto utile anche in casi di stipsi o colichette del bambino. 

Secondo la medicina tradizionale cinese e la sua Teoria dei Cinque Movimenti, la pelle è l’espressione esterna dell’elemento “metallo” cui corrispondono, dal punto di vista emozionale, l’ansia e la tristezza.

Riassumendo, quindi, i benefici del massaggio infantile sono:

Come fare il massaggio infantile

Una volta individuato il massaggio più corretto per il proprio bambino si può finalmente iniziare.

Prima di tutto è necessario trovare un ambiente confortevole sia in termini di temperatura, sia in termini di eventuali interferenze esterne, come luci troppo forti o rumori fastidiosi.

Il bambino dovrà restare solo con il pannolino per cui è importante che la stanza sia perfettamente adeguata ad accoglierlo al meglio. 

Successivamente, è importante chiedere “il permesso” al bambino per iniziare. Questo significa mettere in atto tecniche definite come “tocco di rilassamento” e “mani che riposano” che rappresentano una forma di primo contatto e di rispetto verso il piccolo e che aiutano a sciogliere tensioni, qualora ce ne fosse bisogno

A questo punto si può partire rispettando il seguente ordine:

Gambe: le mani della mamma abbracciano e scivolano lungo la gamba del bambino simulando un po’ il movimento di una “vite”. In questo modo si può favorire la circolazione e il rilassamento. 

Piedi: avviene tutto a livello della pianta del piede dove la 

mamma, con i pollici, scorre dai talloni verso le dita imprimendo una leggera pressione. Successivamente, è possibile massaggiare ogni singolo dito roteandolo leggermente.

Torace e addome: la mamma posiziona le mani aperte con i palmi direttamente a contatto con la pelle del bambino e le porta ripetutamente verso l’esterno, come fossero delle carezze.

Schiena: con il bambino in posizione prona, la mamma esegue movimenti rotatori dalle spalle al sederino posizionando le mani una davanti all’altra.

Braccia e mani: la mamma circonda il braccio del bambino con le mani, percorre il braccio dalla spalla al polso compiendo dei lievi movimenti di spremitura. Successivamente, posiziona il pollice al centro della mano del bambino e fa roteare una ad una tutte le dita.

Viso: la mamma compie movimenti molto delicati e circolari facendo attenzione a non infastidire il bambino.

Questa sequenza è molto importante perché si passa dalle zone meno vulnerabili fino a quelle più sensibili.

Durante il massaggio è necessario anche utilizzare un olio vegetale, come l’Olio di Mandorle Hoffmann Natural.

Perché usare l’olio di mandorle

I ricercatori del dipartimento di pediatria dell’Università di Pune (India) hanno condotto uno studio sull’assorbimento transcutaneo dell’olio da massaggio nei neonati.

Obiettivo dello studio era quello di capire se gli oli con cui si massaggiano i neonati influiscano o meno nella composizione e nel tasso di acidi grassi presenti nel sangue dei bimbi e comparare gli effetti di diversi tipi di oli, saturi e non saturi.

Più i prodotti sono semplici, con pochi ingredienti, meglio è per la loro pelle perché si evitano rischi inutili. L’ideale è l’utilizzo di oli puri, come l’olio di mandorle appunto, spremuti a freddo, senza nessun profumo o con l’aggiunta di profumazioni delicate purché prive di allergeni.

L’olio di mandorle è uno dei prodotti più versatili per mamme e bambini. 

Ideale per il massaggio infantile (ma non solo), perfetto per prevenire smagliature e inestetismi cutanei nelle mamme. 

Tutto parte dalla pianta, il mandorlo, che ha origine in Asia centro occidentale e parte della Cina. 

In Italia, e nello specifico in Sicilia, venne introdotto dai Feniciprovenienti dalla Grecia, e per questo motivo i romani la chiamavano “noce greca”. Pian piano il mandorlo si diffuse un po’ ovunque. 

Si tratta di un piccolo albero alto fino 5 metri, con radici a fittone e fusto dapprima diritto e liscio e di colore grigio, successivamente contorto, screpolato e scuro. Le foglie, lunghe fino a 12 centimetri, sono lanceolate e picciolate. I fiori, bianchi o leggermente rosati sbocciano in genere all’inizio della primavera, e qualora il clima sia mite, anche tra gennaio e febbraio.

Il frutto è una drupa che presenta esocarpo carnoso, di colore verde, a volte con sfumature rossastre, più spesso peloso ma anche glabro, ed endocarpo legnoso contenente il seme o mandorla, da cui si ricava l’olio e il latte di mandorla.

L’Olio di Mandorle Hoffmann Natural perché è speciale 

L’Olio di Mandorle Hoffmann Natural è ottenuto dalla spremitura a freddo del seme contenuto nel frutto della pianta del mandorlo grazie alla sua azione nutriente ed elasticizzante risulta ideale per rispondere al meglio alle esigenze della mamma e del bambino. 

La formula delicata dell’Olio di Mandorle Hoffmann Natural è ideale in caso di pelle arrossata, screpolata e secca grazie alla sua azione di  ripristino del film idrolipidico: sottile strato protettivo che riviste la superficie cutanea. L’olio infatti esplica il suo potere idratante perché crea una barriera protettiva che impedisce l’evaporazione  dell’acqua superficiale. 

In più, l’Olio di Mandorle Hoffmann Natural ha una formula arricchita con Vitamina E ad azione emolliente ed è profumato alla Camomilla. 

L’Olio di Mandorle Hoffmann Natural è ideale per mamma e bambino 

L’Olio di Mandorle Hoffmann Natural può essere tranquillamente utilizzato sia dai bambini sia dalle mamme.

Il nostro olio è: 
– ideale per il massaggio infantile nutriente e rilassante

– adatto per la prevenzione delle irritazioni e la disidratazione cutanea 

– utile per la detersione nei primi giorni di vita e crosta lattea 

– ideale come condizionante per capelli molto secchi e sfibrati

– adatto per prevenire smagliature e inestetismi 

Hai già provato il nostro olio? Facci sapere la tua opinione nei commenti!

Togliere il ciuccio al proprio bambino è un momento importante e può sembrare, a tratti, difficoltoso. L’importante è ricordarsi sempre che si tratta di qualcosa di superabile con piccoli accorgimenti del caso. 

Per i bambini il ciuccio è un oggetto rassicurante, con il quale hanno passato molto tempo della loro vita, e che rappresenta una gratificazione costante e sempre disponibile.

Appare chiaro, quindi, quanto possa essere difficoltoso separarsi da questo oggetto. 

Tuttavia non si tratta di un’impresa impossibile, ma di un percorso da fare passo passo insieme al bambino. 

Il momento è importante

Se il bambino ha preso il ciuccio sin da subito, un buon momento per toglierlo potrebbe essere intorno all’anno di vita. L’importante è che la scelta di togliere il ciuccio non combaci con qualche altra situazione particolarmente significativa per il bambino, come l’inizio dell’asilo o lo spannolinamento. 

Per la buona riuscita di una o dell’altra cosa è basilare agire per step e per gradi. In questo modo il bambino vivrà il cambiamento come un processo naturale e non come qualcosa di traumatico. 

Sicure e decise, con dolcezza

Prima di poter convincere il bambino è necessario convincere se stesse. Questo significa che se il bambino vedrà la madre sicura, serena e soprattutto decisa nella scelta di togliere il ciucco anche lui, alla lunga, ne gioverà e avrà meno difficoltà ad accettare la novità. 

Questo non significa rinunciare a essere amorevole, anzi, tutto il contrario.

Mostrarsi decise ma affettuose potrebbe rivelarsi un’ottima carta vincente. 

Tutti sono coinvolti 

Nonostante il ruolo della madre sia sicuramente basilare per riuscire a togliere il ciuccio in modo definitivo, anche le persone che si occupano del bambino insieme a lei sono determinanti. Questo significa che padre, nonni, zii, baby sitter o chiunque collabori alla cura del bambino dovranno continuare a mettere in atto le buone pratiche iniziate dalla figura materna. 

Il sostituto perfetto

L’assenza del ciuccio può lasciare un vuoto all’interno della routine del bambino. Tale mancanza può essere colmata sostituendo il ciuccio con un altro oggetto di conforto. Può essere un peluche, un giocattolo o una copertina. Qualsiasi cosa che possa consolare il bambino nei primissimi momenti di stacco dal ciuccio. 

Per rendere il sostituto all’altezza del compito è necessario, prima di tutto, farlo scegliere al bambino e introdurlo nella routine durante la quale veniva coinvolto il ciuccio. Come, ad esempio, il riposino del pomeriggio o la nanna della notte. 

Nuove abitudini e coccole extra 

Ogni volta che il bambino accetta di buon grado di non prendere il ciuccio è possibile premiarlo con qualcosa di speciale per lui, almeno nei primi giorni.

Un piccolo regalo, il suo dolce preferito oppure riservare dei momenti per creare nuove abitudini e approfittarne per coccolarsi ancora di più.

Una nuova abitudine, ad esempio, potrebbe essere rendere il bagnetto serale un momento non solo di relax ma anche di gioco.  Mentre la madre lava il bambino, lui può giocare con nuovi oggetti acquatici. In questo modo non solo il bambino sarà più rilassato ma si sarà anche svagato e divertito. 

E tu, come sei riuscita a togliere il ciuccio al tuo bambino?

Raccontaci la tua storia nei commenti! 

In un periodo storico così complesso come quello che stiamo vivendo da un anno a questa parte, anche le abitudini più semplici ed elementari vengono stravolte. A farne le spese, purtroppo, sono spesso i più deboli, come i bambini. 

Non poter uscire di casa o, comunque, poter stare fuori con forti limitazioni sia dal punto di vista degli spostamenti sia da quello delle relazioni sociali, può portare a una diminuzione drastica delle attività motorie dei più piccoli. 

Ogni genitore, nel limite delle proprie possibilità, può comunque fare qualcosa per aiutare il proprio bambino a non eliminare del tutto il movimento dalla sua routine quotidiana. 

Prima di tutto, il dialogo 

Prima ancora di iniziare qualsiasi attività è sempre bene spiegare ai propri bambini cosa sta succedendo, senza spaventarli ovviamente. Non capire a fondo le motivazioni che stanno dietro ai divieti potrebbe generare confusione, paura e rabbia. Un sano e onesto dialogo, invece, può essere un buon punto di partenza non solo per spronare il bambino a fare attività nuove, ma anche per non provocargli ulteriore stress derivato dalla situazione particolare del momento. In più, se il bambino vedrà l’adulto rilassato e proattivo, non potrà che trarne giovamento. 

Attività coinvolgenti da fare in casa 

Trovare attività motorie da realizzare in casa non è propriamente facile, ma ci sono piccoli giochi divertenti che si possono fare pur non avendo a disposizione molto spazio o molti giochi/oggetti. 

Ecco alcuni spunti utili per stimolare il movimento e anche la creatività dei bambini: 

– ideare una mini caccia al tesoro utilizzando le varie stanze della casa come punti di riferimento per gli indizi

– imbastire un percorso utilizzando i cuscini, chiedendo ai bambini di saltare sui cuscini senza toccare terra (come se fossero sassi in uno stagno). Oppure esattamente il contrario, ovvero evitare di toccare i cuscini (facendo finta che siano coccodrilli o altri animali simili)

-creare delle capanne dove, all’interno, si possono raccontare storie di avventura oppure fare merenda, come se fosse una casa sull’albero

-giocare allo “specchio” invertendo, di volta in volta, le parti. Prima il genitore dovrà mimare dei gesti e il bambino dovrà copiarli, poi sarà il bambino a dover improvvisare il movimento

-ascoltare musica insieme e ballare 

-fare piccoli esercizi di ginnastica o yoga per bambini (online si trovano molti tutorial, anche se si è alle prime armi)

Movimento sì, ma non dimentichiamo il relax  

Il movimento è sicuramente un toccasana per i bambini, e anche per gli adulti. 

Nonostante questo non bisogna trascurare i momenti dedicati al relax. Questo significa prevedere, di tanto in tanto, anche giochi o attività che non coinvolgano necessariamente tutto il corpo, ma magari solo la mente. 

Ecco alcuni spunti utili: 

-fare un puzzle insieme

-disegnare e colorare con diverse tipologie di colori (pastelli a cera, matite, acquarelli, etc…)  

-coinvolgere tutta la famiglia in giochi da tavolo (Monopoli, carte, etc…)

-elaborare lavoretti creativi con oggetti alternativi (es. pasta, farine, etc…)

Una coccola per tutta la famiglia

Fanno parte del concetto di relax anche tutti quei rituali, apparentemente scontati, che hanno da sempre fatto parte della vita quotidiana dei bambini e anche degli adulti.

Nonostante la possibile e giustificata stanchezza, quindi, è sempre un bene non tralasciare quei piccoli gesti che per i bambini possono davvero fare la differenza e, in un questa particolare situazione, vanno a generare e a contribuire alla gioia e al benessere dell’intero nucleo famigliare. 

Ecco alcune coccole che possono fare del bene a tutta la famiglia:

-consumare i pasti seduti a tavola insieme, senza televisione per favorire il dialogo tra i componenti della famiglia

-guardare un film/cartone tutti insieme prima o dopo cena 

-riservare un momento della giornata per discutere insieme e confrontarsi sulle sensazioni provate

-leggere la favola della buonanotte prima di andare a letto 

-dedicare un po’ di tempo in più al bagnetto serale 

E tu, come stai vivendo il momento? Raccontacelo nei commenti! 

Tra i 2 e i 12 anni di vita, circa il 3% dei bambini manifesta il cosiddetto pavor nocturnus. 

Cos’è, come si manifesta e come si può gestire. Tre domande alle quali proveremo a dare una risposta qui! 

Cos’è il pavor nocturnus

Il pavor nocturnus non è annoverato tra le patologie, ma appartiene al gruppo delle parasonnie ovvero perturbazioni del sonno come possono esserlo anche il sonnambulismo o il digrignare dei denti durante il sonno. 

Si tratta di un micro risveglio nella notte caratterizzato da uno stato di agitazione molto intensa durante il sonno profondo. Quanto accade non è in relazione con traumi fisici o con problemi neurologici, psicologici o relazionali e non avrà alcuna conseguenza sulla vita futura dei bambini.

Il pavor nocturnus è probabilmente dovuto a un’attivazione dell’area limbica del sistema nervoso centrale (ovvero quella parte che gestisce le emozioni) e non ha correlazioni con esperienze vissute da svegli. Non si tratta di semplici incubi, quest’ultimi infatti avvengono durante la fase REM, ma di un’attivazione di quella particolare parte del cervello durante la fase non-REM del sonno (ovvero quando non si sogna e si dorme profondamente). 

Come comportarsi durante il pavor nocturnus

Il primo episodio di pavor nocturnus può sicuramente spaventare genitori e bambini, ma la cosa importante è cercare di comprendere che si tratta di una situazione assolutamente normale e facilmente gestibile. 

Prima di tutto è bene assicurarsi che in caso di panico notturno il bambino non possa farsi male. Questo significato togliere dal suo raggio d’azione mobili oppure oggetti che potrebbero causargli ferite o traumi. Sarà, quindi, importante chiudere le porte o bloccare con cancelli eventuali accessi alle scale. 

In caso di episodi di pavor nocturnus i genitori possono compiere diverse azioni nell’immediato, come: 

Si può prevenire il pavor nocturnus

Purtroppo non esiste una prevenzione per il pavor nocturnus, ma ci possono essere sicuramente delle azioni che possono aiutare. 

Alcune situazioni che potrebbero disturbare la qualità del sonno sono: 

Altre azioni che, al contrario, possono aiutare il bambino ad avere un sonno più sereno potrebbero essere:

Come riconoscere il pavor nocturnus

Nel caso il bambino presentasse questi sintomi è sempre bene rivolgersi al pediatra per permettere al medico di fare una diagnosi chiara e sicura ed escludere che si tratti di semplici incubi oppure altro.

Hai avuto casi di pavor nocturnus anche tu? Scrivici la tua esperienza nei commenti.

La nascita di un neonato è sempre una grande gioia all’interno di una famiglia ma, allo stesso tempo, l’arrivo di un nuovo componente comporta inevitabilmente un ribaltamento della routine vissuta fino a quel momento. 

Se a questo aggiungiamo il periodo storico che stiamo vivendo, tra spostamenti limitati o del tutto annullati, si può facilmente intuire quante difficoltà molte neo mamme stiano attraversando.  

Sei una di loro? Allora non perderti i nostri consigli! 

Crea una nuova routine e ritrova l’equilibrio 

Essere costrette in casa vuol dire anche dover ricreare nuove abitudini e una routine del tutto rinnovata sia personale, sia famigliare. 

In questo caso, il primo passo è non farsi prendere dal panico e non lasciarsi sopraffare da ansie e paure. 

Essere preoccupate è normale, ma l’importante è non farsi dominare completamente dai pensieri negativi. 

Un atteggiamento positivo è sempre un buon modo per superare le difficoltà, ma dirlo è un conto e farlo è più complicato. Quindi, può essere d’aiuto non focalizzarsi troppo sul futuro prossimo, ma vivere il presente giorno per giorno. In questo modo si può evitare lo stress di quello che sarà e godersi a pieno il momento. 

Per stare bene con il piccolo appena arrivato prima di tutto è necessario stare bene con sé stesse. Ritrovare l’equilibrio e la serenità, per quanto possibile in una situazione così particolare, è sicuramente il primo passo da compiere. 

Per farlo è importante riservare un po’ di tempo per riuscire a rilassarsi e a fare qualcosa per sé stesse, come leggere un libro, guardare un film o semplicemente dormire un po’. 

Vien da sé che il supporto di una persona cara, il papà del bambino o un altro componente della famiglia, è senza dubbio fondamentale e questo vale per tutte le neo mamme in generale e, in particolare, durante questa emergenza. 

Isolate, ma non sole

Se l’isolamento fisico è necessario per evitare contagi, quello mentale e sentimentale può e deve essere coltivato.  Mantenere vivi i rapporti con il resto della famiglia è importantissimo per tenere alto il morale e non sentirsi sole. 

Farlo è più semplice di quello che può sembrare, grazie all’aiuto della tecnologia.

Oltre alle semplici chiamate, infatti, ci si può vedere attraverso video chiamate sul cellullare o conference call sul computer. Questi incontri virtuali possono diventare un appuntamento fisso e scadenzato durante tutto il corso della giornata, così facendo anche senza mettere il naso fuori di casa, sarà possibile sentire l’affetto dei propri cari e viceversa. 

Rilassarsi insieme con gesti quotidiani

Rilassarsi insieme al neonato è un buon modo per prendersi cura di sé stessa e del bambino allo stesso momento. Oltre ai momenti delle coccole, anche alcuni gesti quotidiani possono durare più a lungo e diventare un’occasione speciale per consolidare il rapporto madre-figlio e generare del benessere psicofisico per entrambi. 

Il momento del bagnetto, ad esempio, oltre che necessario per la pulizia del bambino può anche trasformarsi in un preludio della nanna e quindi essere proprio l’inizio del rilassamento serale. Basta prendere piccoli accorgimenti diversi dal solito. Ad esempio, usare una musica rilassante e soft durante il bagnetto può conciliare il relax del bimbo e della mamma stessa. Concentrandosi sulle note musicali sembrerà quasi di danzare nell’acqua.

Nel momento del cambio del pannolino, invece, si possono modulare le luci magari con lampade specifiche in modo da non avere un’illuminazione diretta troppo aggressiva, ma piuttosto una calda luce ambrata rilassante. In questo senso possono essere utili le lampade di sale oppure abat jour per bambini con forme e colori simpatiche. 

E tu, hai altri consigli da condividere con le neo mamme? Scrivile nei commenti!