I primi passi sono sempre una conquista che ogni bambino raggiunge a modo suo e con i suoi tempi.
Lo sviluppo motorio è un passaggio fondamentale nella crescita del bimbo che generalmente avviene tra i 10 e 24 mesi.
È molto importante capire quale sarà il momento ideale per far indossare le prime scarpine, ma soprattutto preparare il bambino a questa novità.

Le prime conquiste a piedi nudi.

Prima di indossare le scarpine, è consigliabile che il bimbo inizi a fare le sue conquiste a piedi nudi, in quanto solo attraverso un completo contatto con il terreno, impara ad avere un equilibrio e un appoggio ottimale, fattori necessari per un corretto sviluppo motorio.

Dal piede nudo alla scarpina, il passaggio dovrà essere naturale.

Tra i passi a piedi nudi e l’introduzione della scarpina, è importante includere uno step intermedio che comprende l’utilizzo di un semplice calzino anti-scivolo che permetterà al bimbo di mantenere un’elevata libertà di movimento utile per imparare a camminare in modo corretto.
Nel primo periodo, bisogna educare il piede ad una certa stabilità e comunque mai  forzare il bambino ad indossare le scarpine. È bene considerare che, non essendo abituato ad indossarle, istintivamente le rifiuterà a proverà a toglierle ed anche in questo caso, l’importante è lasciarlo libero.

Le prime scarpine sono un elemento indispensabile per mantenere una corretta postura, ed essenziali per un sano sviluppo dei piedi, delle gambe e in generale per acquisire sicurezza e disinvoltura.

Quindi è importante che soddisfino i seguenti requisiti:

• garantire libertà di movimento;

• avere le suole larghe e flessibili;

• avere un rinforzo dietro al piede, altezza tallone;

• essere costituita da materiali e tessuti traspiranti;

• devono arrivare fino alla caviglia del bambino per garantire il giusto sostegno.

Per un comfort maggiore, bisognerebbe scegliere una scarpa che sia leggermente più grande della pianta del piede del bimbo, circa un centimetro più lungo dell’alluce.
In questo modo la scarpa infastidirà meno il piede del bambino avvolgendolo in maniera più dolce e morbida rispetto ad una scarpa aderente. Inoltre, vista l’età e la velocità di sviluppo, è altrettanto importante monitorare costantemente la crescita del piede del bambino.

Il prurito è una classica manifestazione di qualche problema alla pelle, come la secchezza della cute o la puntura di un insetto. Certe volte però può essere un campanello d’allarme per fastidi più serie.
Il prurito, in età infantile, è molto comune e la sua origine può dipendere da molteplici cause. Se persiste ed è diffuso su tutto il corpo non dev’essere sottovalutato.

La causa principale è spesso di origine cutanea.
Varicella, herpes, manifestazioni allergiche e infiammatorie, come l’orticaria o le punture di insetti, sono tutti fattori scatenanti, che spingono il bambino a grattarsi aumentando il fastidio e di conseguenza il prurito. Nella maggior parte dei casi, un rimedio efficace è sciacquare abbondantemente il corpo del bambino con acqua mediamente fredda.

In altre circostanze, il prurito cutaneo è invece strettamente collegato a malattie dermatologiche quali, la dermatite atopica, una patologia infiammatoria che determina un’alterazione della barriera cutanea che si manifesta principalmente con la secchezza cutanea e manifestazioni eczematose.

La soluzione non è sempre il bagnetto.
In presenza di fastidi come la dermatite atopica, è bene considerare che un bagnetto (in acqua tiepida) non deve durare più di 15 min perché il contatto prolungato con l’acqua e il calore andrebbero a disidratare ulteriormente la pelle del nostro bambino, aumentando lo sviluppo di fastidio e prurito.
Per donare sollievo quindi, è consigliato applicare con un massaggio delicato, la Baby Crema di Hoffmann Sella, ideale per il trattamento di prurito e screpolature della
pelle del viso e del corpo.

Il prurito e la causa psicogena.
Non sempre il prurito è generato da dermatite o ha origine cutanea, in quanto i bambini si possono grattare senza un motivo apparante. La causa può essere di
tipo psicogena: si tratta infatti di una somatizzazione, ossia una manifestazione di un disagio emotivo che si manifesta attraverso il prurito,
anche se la pelle risulta sana.

Comunque, è sempre consigliato consultare il tuo pediatra che ti aiuterà a capire le cause del prurito e a gestirne le conseguenze, valutando di volta in volta le diverse soluzioni.

Dormire insieme al proprio bambino, azione che viene identificata con la parola inglese cosleeping, significa non solo condividere il momento del sonno ma anche vivere in maniera più intensa la vicinanza fisica tra genitore e figlio. 

Su questo argomento esistono scuole di pensiero diverse e contrastanti tra loro.

Quello che è giusto sta nel mezzo, ovvero, dove genitore e bambino trovano il loro proprio equilibrio. 

Se hai deciso di intraprendere la strada del cosleeping, ecco a te alcuni utili consigli sul momento della nanna. 

1.Posizione

Prima di tutto, è importante la posizione nella quale si farà dormire il bambino. Attualmente i pediatri consigliano la posizione supina.

2.La giusta superficie

Da evitare assolutamente materassi ad acqua e altri supporti che non siano letti, come poltrone, cuscini o divani. Allo stesso modo, evitare coperte non fissate al bordo del letto.

3.Attenzione alle coperte

 In caso di utilizzo, le coperte dovrebbero essere fissate tutto intorno al bordo del materasso in modo che non coprano accidentalmente il viso del bambino.

4.Testa scoperta, sempre

Assicurarsi che la testa del bambino non sia coperta. Se la stanza dovesse essere fredda, si potrebbe vestire il bambino con un’apposita tutina pesante che sostituisce la coperta per evitare che quest’ultima copra il viso del bambino.

5.Sempre insieme

Non lasciare mai il bambino a letto da solo.

6.Attenzione agli spazi circostanti

Assicurarsi che non ci siano spazi tra il materasso e la testiera del letto, le mura e altre superfici che possono intrappolare il bambino e soffocarlo.

Se l’idea di condividere il sonno non ti convince al 100% esistono sempre delle forme intermedie.

Ci sono, infatti, dei lettini da affiancare al letto dei genitori che permettono a quest’ultimi di essere vicinissimi al proprio bambino ma evitano di condividere direttamente il letto. 

L’importante, da tenere a mente, è che non esiste un unico modo corretto per il momento del sonno. Ogni famiglia deve sentirsi libera di vivere questo passaggio come meglio crede e con tutto il supporto necessario.

Tu cosa hai scelto di fare? Raccontaci la tua storia nei commenti! 

Quando la famiglia cresce e si allarga è sempre una grande gioia per tutti. 

L’arrivo di un nuovo bambino, tuttavia, rappresenta un momento critico soprattutto per i più piccoli che potrebbero, almeno in un primo momento, risentire del cambiamento della loro normale routine. Allo stesso modo, anche il resto dei componenti della famiglia dovrà abituarsi a un nuovo assetto famigliare e questo potrebbe richiedere un po’ di lavoro e di pazienza in più per ricostruire un nuovo equilibrio. 

Ecco, allora, 5 consigli per vivere al meglio la novità in arrivo e godersi a pieno la gioia del nuovo nascituro. 

1.Avere un pensiero di riguardo verso il primo figlio 

Quando il secondo bambino arriva, il primo figlio soprattutto se è ancora in tenera età, potrebbe non comprende a pieno la situazione e avvertire dei timori o delle insicurezze. Per far fronte a questa situazione, quindi, è sempre bene rendere il bambino non solo partecipe delle tappe della gravidanza, ma tentare di riservargli del tempo di qualità dove è lui stesso a essere il centro delle attenzioni e delle coccole. 

2.Rendere partecipe il proprio partner 

Il supporto del proprio partner, in questo passaggio di assetto, può rivelarsi cruciale. 

Non solo sotto aspetti più pratici di vita quotidiana, ma anche nelle “coccole extra” verso il figlio o i figli più grandi. Un lavoro di squadra è basilare per riuscire a rendere la transizione più lieve e più piacevole possibile. 

3.Cercare un aiuto extra da subito 

Appena il bambino sarà nato, il tempo per sbrigare tutte le faccende quotidiane sarà ridotto quindi, il consiglio più utile in questi casi è: prepararsi in anticipo. 

Ciò significa pensare già a come organizzare gli spostamenti del primo figlio verso l’asilo o la scuola, ad esempio. Oppure decidere a chi poter lasciare i bambini in caso di ritorno al lavoro o semplicemente quando sarà necessario ritagliarsi del tempo per sé stessi. 

4.Ricordarti che ci sei anche tu

Tutti i componenti della famiglia stanno vivendo un grande cambiamento, in primis la mamma.

Tenere ben a mente questa cosa ti farà ricordare di riservare dei momenti tutti per te e per il tuo benessere. Un riposino pomeridiano in più. Un giro con le amiche e una coccola quotidiana come ad esempio la cura del tuo corpo e dei tuoi capelli con il nostro olio alle mandorle

Insomma, qualsiasi cosa tu desidererai fare, chiedi aiuto a chi ti è vicino e falla. Senza rimorsi o sensi di colpa. 

5.Abbandonare la perfezione

Nessuno è perfetto e, in fondo, la perfezione non esiste.

A prescindere da ogni tipo di consiglio o accorgimento, l’importante è sempre fare quello che dice il cuore e, ogni mamma, sa cosa è meglio per i suoi bambini.

Hai già vissuto la gioia di un secondo o terzo bambino? Raccontaci la tua storia nei commenti!

Natale è alle porte e il rischio di arrivare troppo lunghi con i regali da fare è sempre in agguato. 

Il regalo perfetto è sicuramente quello fatto con il cuore, ma a volte c’è bisogno di un piccolo aiuto in più per trovare l’idea giusta. 

Hai un’amica o una parente che è diventata mamma da poco e vorresti farle un dono ma proprio non sai cosa scegliere? 

Ti diamo ben cinque opzioni da valutare! 

1.Un regalo tutto per lei  

Quando una donna diventa mamma, spesso, riceve in dono solo ed esclusivamente regali per il neonato e mai per lei. Quest’anno, stupiscila e regalale qualcosa che solo lei possa usare in quanto donna e non solo  mamma. Non è necessario spendere grandi cifre, ma è importante immedesimarsi in quelle che potrebbero essere le sue esigenze. Via libera quindi, a un buono per estetista o parrucchiere, oppure per un massaggio rilassante. 

2.Un regalo per la coppia 

Probabilmente una neo mamma ha anche poco tempo da dedicare al proprio partner, oltre che a sé stessa. Un regalo da poter sfruttare in coppia, quindi, può rivelarsi un regalo molto apprezzato.

Anche in questo caso, si potrebbe optare per un buono per una cena romantica o una giornata in una spa. In alternativa, se possibile visto il periodo particolare, si possono valutare anche due biglietti per un museo,  una mostra  oppure un concerto. 

3.Un regalo da sfruttare nel tempo 

Spesso, quello di cui ha bisogno una neo mamma, è semplicemente del tempo. 

Tempo per farsi una doccia con calma, per riposare o semplicemente per ascoltare della musica o leggere qualche pagina di un libro in totale relax. Il regalo giusto allora, potrebbe essere un “buono aiuto”. In altre parole, potete offrirvi come babysitter d’emergenza quando e se, la neo mamma avrà bisogno di un supporto concreto per ricaricare le energie. Ovviamente la validità del buono sarà illimitata!! 

4.Un regalo per il bambino 

Anche se abbiamo precisato che il regalo per la neo mamma dovrebbe essere per lei in quanto donna e non solo  mamma, è anche vero che regalarle un set completo di prodotti da usare quotidianamente per il cambio e la cura del proprio bambino, può comunque risultare un dono apprezzato. Questo perché risulterebbe non solo un risparmio di soldi, ma anche di tempo. 

Cosa mettere nel set? Ovviamente, pannolini, crema e pasta per il cambio pannolino, tutto l’occorrente per il bagnetto e l’olio per il corpo.  

5. Un regalo per raccogliere i ricordi più belli 

Infine, si possono raccogliere tutte le foto più belle del suo percorso di mamma (dall’ecografia, alle foto con il pancione, fino ai primi giorni e mesi insieme al bambino) e inserirle in un album digitale o cartaceo, lasciando spazio per i mesi e gli anni a venire. Un modo concreto per rendere ancora più speciali i ricordi di un’avventura nuova ed entusiasmante. 

Anche tu hai suggerimenti? Scriviceli nei commenti! 

Gli abbracci sono sempre una coccola apprezzata da piccoli e grandi. Donano un senso di calore, amore e conforto unici, soprattutto quando il contatto è  tra i  genitori  ed i loro bambini. 

Gli abbracci sono un gesto di cui tutti hanno bisogno indistintamente ma, in particolar modo i bambini sin da neonati. Questo perché gli abbracci hanno un vero e proprio effetto benefico sia a livello fisico sia a livello psicologico. 

Abbracci: gli effetti benefici sul corpo 

Uno studio ha dimostrato che gli abbracci innescano i cosiddetti neuroni specchio che ci portano a sentirci bene con noi stessi e che ci permettono di spiegare la capacità dell’uomo di porsi in relazione con altri individui. Nel nostro cervello, osservando una determinata azione, si attivano gli stessi neuroni che entrano in gioco quando siamo noi stessi a compierla (ecco perché il nome “neuroni specchio”).

Inoltre, gli abbracci, tendono a stimolare il rilascio di ossitocina (l’ormone della felicità) nel corpo e questo ci porta inevitabilmente a sentirci più rilassati e a ridurre i livelli di ansia e stress. 

Gli abbracci sono un modo per dimostrare fisicamente l’amore e il proprio attaccamento verso l’altra persona e comportano veri e propri benefici sulla salute come:

-Diminuire  la pressione sanguigna

-Ridurre la frequenza cardiaca

-Ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress

-Aumentare i livelli di ossitocina

-Aumentare i livelli di serotonina

-Stimolare il sistema immunitario

Abbracci: gli effetti benefici sulla mente  

Anche a livello psicologico, gli abbracci sono un vero toccasana sotto moltissimi aspetti. 

Basta pensare a quando il proprio bambino si fa male e piange. Uno dei primissimi gesti che si compiono in maniera quasi automatica, dopo essersi accertati che non sia successo niente di grave, è stringerlo a sé per calmarlo e consolarlo. 

Altri benefici comprovati degli abbracci sono: :

-Migliorare l’umore

-Migliorare l’autostima

-Ridurre la sensazione di solitudine, dolore e tristezza

-Ridurre i sentimenti di paura e rabbia

-Aiutare a creare un senso di appartenenza

-Migliorare la relazione con l’altra persona coinvolta

Infine, gli abbracci sono anche utilissimi per scaldare letteralmente sé stessi o l’altra persona.

Non è un caso che dopo il bagnetto ad esempio, si tenda a stringere a sé il proprio bambino per cercare di asciugarlo in fretta e proteggerlo dal freddo, soprattutto nei mesi invernali. 

Un gesto d’amore istintivo che provoca un’immediata sensazione di benessere sia ai genitori, sia al bambino. 

Anche tu sei un’amante degli abbracci? Raccontaci nei commenti il tuo momento-coccola più bello e speciale  passato insieme al tuo bambino. 

Il momento del post parto è molto delicato, non solo per il neonato ma anche e soprattutto per la mamma che si ritrova a fronteggiare una nuova realtà, una nuova routine e nuove sfide. 

Non sempre, chi è vicino alle neo mamme, sa esattamente come comportarsi e spesso si compiono errori in buona fede, per cui è bene prepararsi per tempo  considerando che si dovrà avere a che fare con una donna che  sta per affrontare una nuova realtà. 

Se conosci una neo mamma oppure tu stessa hai da poco dato alla luce il tuo bambino, non puoi perderti qualche consiglio utile su come  vivere e fronteggiare al meglio la situazione.  

Non giudicare 

Sembra scontato, ma spesso le neo mamme possono sentirsi giudicate se non riescono a far fronte ai mille impegni e doveri che la società si aspetta da loro. 

Per non farle sentire sole la regola numero uno è sicuramente mai giudicare o dare consigli non richiesti, perché seppur in buona fede, si rischierebbe di fare aumentare ulteriormente la loro sensazione di  disagio. 

Offrire aiuto 

In alcuni casi, una neo mamma potrebbe avere difficoltà o provare vergogna nel chiedere aiuto. 

Offrirsi spontaneamente  come supporto quindi, è il primo passo per aiutare concretamente una neo mamma. L’importante, ovviamente, è farlo senza essere  mai invadenti e rispettare gli spazi e i tempi della madre e del suo piccolo. 

Adattarsi ai tempi  

Un altro errore in buona fede che spesso viene fatto è quello di non rispettare  i tempi e  gli orari della neo mamma e del suo bambino. Un neonato, ha ritmi ben diversi di un adulto per cui prima di andare a casa della nuova famiglia sarà necessario informarsi bene quando è meglio presentarsi e ovviamente, mai arrivare senza avvisare. 

Piccole attenzioni che contano

Per una neo mamma, qualsiasi attenzione e aiuto può rivelarsi davvero prezioso. Non servono necessariamente grandi gesti, ma anche piccoli accorgimenti possono fare la differenza.

Un caffè d’asporto. Una lavatrice fatta. Un pasto pronto da consumare. Insomma, qualsiasi cosa che possa alleggerire le sue giornate e lasciarle il tempo per riposarsi e coccolare il suo bambino sarà sicuramente molto apprezzato e anche utile. 

Non fatele mancare le coccole 

Quando nasce un bambino viene naturale dedicargli tutte le attenzioni, coccolandolo e   dandogli tutto l’amore possibile. Spesso, però, ci si dimentica che una neo mamma ha bisogno di affetto tanto quanto il suo piccolo. Quando nasce un bambino, nasce anche una nuova madre che oltre alla gioia, nasconde dentro di sé anche una serie di paure e timori. 

Il modo migliore per rassicurarla è quindi, non farle mai mancare abbracci, vicinanza fisica ed emotiva e amore. 

Hai anche tu un’esperienza o consigli da raccontarci? 

Scrivicelo nei commenti! 

L’inizio dell’anno scolastico per i più piccoli e del lavoro per i genitori, dopo la pausa estiva, può rappresentare un momento di forte stress per tutti i componenti della famiglia. 

Ritagliarsi qualche momento tutto per sé è importante per rigenerarsi ed essere nuovamente pronti a far fronte agli impegni della giornata. 

Quando si è mamme, tuttavia, trovare del tempo per il relax è piuttosto difficile. 

Per questo, vogliamo consigliarti alcune attività da svolgere insieme al tuo bambino e che, dopo una lunga giornata fuori casa, porteranno a entrambi beneficio.   

Preparare l’ambiente 

Prima di tutto è necessario preparare l’ambiente circostante per renderlo il più possibile

confortevole.

Questo non significa solo riordinare casa, attività che comunque sarebbe meglio svolgere tutti insieme come una sorta di gioco di famiglia, ma anche vivere gli spazi in modo diverso rispetto alle solite abitudini.

Ad esempio, al posto delle luci normali, si possono utilizzare lampade per bambini dalle forme buffe oppure candele colorate al LED. 

Oppure, invece di stare tutti intorno al tavolo a giocare o parlare si può scegliere di creare  delle mini capanne sul pavimento  con piccoli materassi, cuscini e coperte soffici. 

Infine, come tocco finale, meglio spegnere la tv e al suo posto preferire della musica soft di sottofondo. 

Il momento della storia, con una variante 

La sera, per antonomasia, è il momento del racconto della storia della buonanotte.

Prima di questo, provate a chiedere al bambino di raccontare lui una piccola storia a voi. 

Mettetevi tutti comodi, nella capanna costruita insieme oppure direttamente già a letto, e lasciate che il bambino esprima tutta la sua fantasia liberamente e con molta calma. 

Nel frattempo voi potrete coccolarlo e condurlo verso la nanna. 

Se invece il bambino non trova ristoro alla fine del racconto, scambiate i ruoli nuovamente e iniziate voi a raccontare una storia. Il tono di voce, in questo caso, è basilare per indurre entrambi in uno stato di quiete e preparazione al sonno. 

Le parole devono essere scandite con lentezza e il tono di voce dovrebbe essere basso e delicato. 

Yoga e meditazione 

Per i bambini più grandi, invece, potrebbe essere di grande aiuto iniziare a praticare meditazione e yoga. Non serve essere dei grandi esperti per realizzare le posizioni più semplici e basilari, l’importante è non strafare e andare per gradi.

Si può scegliere di guardare insieme dei tutorial online di yoga per bambini oppure acquistare libri specializzati sull’argomento. 

Alla fine della sessione di yoga, si può dedicare del tempo per meditare a occhi chiusi e in silenzio per qualche minuto. 

Tutto questo concilierà a entrambi un sonno più sereno e magari scioglierà anche qualche nodo al collo o alla schiena creato dalla tensione della giornata. 

Bagnetto rilassante e massaggio 

Ultimo, ma non ultimo, un classico che rilassa sempre: il bagnetto serale

Il bagnetto della sera non serve solo per lavarsi a fine giornata, ma rappresenta un momento cruciale per distendere corpo e mente e preparare il bambino a dormire. 

Accompagnarlo e cullarlo durante il bagnetto della sera risulterà molto piacevole anche per la mamma che avrà così modo di ricongiungersi e coccolare il proprio bambino dopo una lunga giornata di lavoro. Questo tipo di attività può essere svolta insieme al papà o ai fratellini e/o sorelline per rendere il tutto ancora più piacevole e gioioso. 

Infine, dopo il bagnetto, l’ideale sarebbe massaggiare delicatamente il bambino prima di metterlo a letto. A questo scopo è utile l’olio di mandorla che non unge la pelle, lasciandola naturalmente morbida e idratata.  

E tu, hai altri consigli su come rilassarsi a fine giornata insieme al proprio bambino? 

Scrivicelo nei commenti.

Il momento del massaggio infantile è qualcosa che va oltre la dimensione fisica. Il contatto tra la mamma e il suo bambino contribuisce a consolidare il legame tra i due, oltre a essere molto rilassante e gratificante per entrambi. 

Il massaggio al bambino è una pratica diffusa e imparare a eseguirlo correttamente non è impossibile. Inoltre, può essere una splendida avventura nella quale coinvolgere anche il papà del bambino. Infatti, latto del massaggio produce una serie di benefici fisici, ma anche psichici ed emotivi sia al neonato che ai genitori.

Esistono davvero molti tipi di massaggio infantile, ognuno con tecniche e modalità proprie e alcuni esempi sono: il massaggio Shiatsu, il massaggio indiano, il massaggio svedese. In Occidente, le tecniche di massaggio infantile sono state sviluppate e diffuse da Vimala McClure (fondatrice della IAIM – International Association of Infant Massage, da cui deriva l‘AIMI – Associazione Italiana Massaggio Infantile) che, prendendo spunto dal massaggio indiano, e inserendo elementi del massaggio svedese, dello yoga e della riflessologia plantare, ha ideato un nuovo metodo nel quale, durante l’esecuzione del massaggio, è significativo anche l’uso della voce. 

Prima di scegliere il massaggio più adatto per il proprio bambino è sempre bene affidarsi al consiglio del pediatra di famiglia, il quale saprà indicare il miglior percorso da intraprendere. 

Perché praticare il massaggio ai neonati

Bisogna considerare che quando il feto si trova ancora nell’utero materno viene in qualche modo “massaggiato” dal liquido amniotico, come se si trattasse di carezze “naturali”. 

Il tatto è il primo senso che si sviluppa (intorno alla sesta e la nona settimana di gestazione) e la pelle è l’organo di senso più esteso che rappresenta un collegamento diretto con il mondo esterno.

Tutti questi fattori contribuiscono a far comprendere quanto il massaggio ai neonati, quindi il contatto vero e proprio tra mamma e bambino, possa essere non solo naturale, ma anche di grande beneficio per entrambi. 

Il massaggio infantile agevola il bonding” 

Il legame speciale tra bambino e madre viene definito con il termine “bonding”, dall’inglese “bond” che significa, appunto, legame.

L’insieme della gestualità del massaggio, del contatto e dell’amore con il quale questa attività viene svolta contribuisce allo sviluppo del legame affettivo tra figlio e genitore; produce un senso di benessere nel bambino e di maggiore sicurezza nella madre che sentirà accrescere le sue capacità di accudimento. 

Un massaggio, molti benefici 

I benefici che derivano dal massaggio sono davvero molteplici. 

Oltre a un senso generale di benessere, il massaggio infantile risulta molto utile anche in casi di stipsi o colichette del bambino. 

Secondo la medicina tradizionale cinese e la sua Teoria dei Cinque Movimenti, la pelle è l’espressione esterna dell’elemento “metallo” cui corrispondono, dal punto di vista emozionale, l’ansia e la tristezza.

Riassumendo, quindi, i benefici del massaggio infantile sono:

Come fare il massaggio infantile

Una volta individuato il massaggio più corretto per il proprio bambino si può finalmente iniziare.

Prima di tutto è necessario trovare un ambiente confortevole sia in termini di temperatura, sia in termini di eventuali interferenze esterne, come luci troppo forti o rumori fastidiosi.

Il bambino dovrà restare solo con il pannolino per cui è importante che la stanza sia perfettamente adeguata ad accoglierlo al meglio. 

Successivamente, è importante chiedere “il permesso” al bambino per iniziare. Questo significa mettere in atto tecniche definite come “tocco di rilassamento” e “mani che riposano” che rappresentano una forma di primo contatto e di rispetto verso il piccolo e che aiutano a sciogliere tensioni, qualora ce ne fosse bisogno

A questo punto si può partire rispettando il seguente ordine:

Gambe: le mani della mamma abbracciano e scivolano lungo la gamba del bambino simulando un po’ il movimento di una “vite”. In questo modo si può favorire la circolazione e il rilassamento. 

Piedi: avviene tutto a livello della pianta del piede dove la 

mamma, con i pollici, scorre dai talloni verso le dita imprimendo una leggera pressione. Successivamente, è possibile massaggiare ogni singolo dito roteandolo leggermente.

Torace e addome: la mamma posiziona le mani aperte con i palmi direttamente a contatto con la pelle del bambino e le porta ripetutamente verso l’esterno, come fossero delle carezze.

Schiena: con il bambino in posizione prona, la mamma esegue movimenti rotatori dalle spalle al sederino posizionando le mani una davanti all’altra.

Braccia e mani: la mamma circonda il braccio del bambino con le mani, percorre il braccio dalla spalla al polso compiendo dei lievi movimenti di spremitura. Successivamente, posiziona il pollice al centro della mano del bambino e fa roteare una ad una tutte le dita.

Viso: la mamma compie movimenti molto delicati e circolari facendo attenzione a non infastidire il bambino.

Questa sequenza è molto importante perché si passa dalle zone meno vulnerabili fino a quelle più sensibili.

Durante il massaggio è necessario anche utilizzare un olio vegetale, come l’Olio di Mandorle Hoffmann Natural.

Perché usare l’olio di mandorle

I ricercatori del dipartimento di pediatria dell’Università di Pune (India) hanno condotto uno studio sull’assorbimento transcutaneo dell’olio da massaggio nei neonati.

Obiettivo dello studio era quello di capire se gli oli con cui si massaggiano i neonati influiscano o meno nella composizione e nel tasso di acidi grassi presenti nel sangue dei bimbi e comparare gli effetti di diversi tipi di oli, saturi e non saturi.

Più i prodotti sono semplici, con pochi ingredienti, meglio è per la loro pelle perché si evitano rischi inutili. L’ideale è l’utilizzo di oli puri, come l’olio di mandorle appunto, spremuti a freddo, senza nessun profumo o con l’aggiunta di profumazioni delicate purché prive di allergeni.

L’olio di mandorle è uno dei prodotti più versatili per mamme e bambini. 

Ideale per il massaggio infantile (ma non solo), perfetto per prevenire smagliature e inestetismi cutanei nelle mamme. 

Tutto parte dalla pianta, il mandorlo, che ha origine in Asia centro occidentale e parte della Cina. 

In Italia, e nello specifico in Sicilia, venne introdotto dai Feniciprovenienti dalla Grecia, e per questo motivo i romani la chiamavano “noce greca”. Pian piano il mandorlo si diffuse un po’ ovunque. 

Si tratta di un piccolo albero alto fino 5 metri, con radici a fittone e fusto dapprima diritto e liscio e di colore grigio, successivamente contorto, screpolato e scuro. Le foglie, lunghe fino a 12 centimetri, sono lanceolate e picciolate. I fiori, bianchi o leggermente rosati sbocciano in genere all’inizio della primavera, e qualora il clima sia mite, anche tra gennaio e febbraio.

Il frutto è una drupa che presenta esocarpo carnoso, di colore verde, a volte con sfumature rossastre, più spesso peloso ma anche glabro, ed endocarpo legnoso contenente il seme o mandorla, da cui si ricava l’olio e il latte di mandorla.

L’Olio di Mandorle Hoffmann Natural perché è speciale 

L’Olio di Mandorle Hoffmann Natural è ottenuto dalla spremitura a freddo del seme contenuto nel frutto della pianta del mandorlo grazie alla sua azione nutriente ed elasticizzante risulta ideale per rispondere al meglio alle esigenze della mamma e del bambino. 

La formula delicata dell’Olio di Mandorle Hoffmann Natural è ideale in caso di pelle arrossata, screpolata e secca grazie alla sua azione di  ripristino del film idrolipidico: sottile strato protettivo che riviste la superficie cutanea. L’olio infatti esplica il suo potere idratante perché crea una barriera protettiva che impedisce l’evaporazione  dell’acqua superficiale. 

In più, l’Olio di Mandorle Hoffmann Natural ha una formula arricchita con Vitamina E ad azione emolliente ed è profumato alla Camomilla. 

L’Olio di Mandorle Hoffmann Natural è ideale per mamma e bambino 

L’Olio di Mandorle Hoffmann Natural può essere tranquillamente utilizzato sia dai bambini sia dalle mamme.

Il nostro olio è: 
– ideale per il massaggio infantile nutriente e rilassante

– adatto per la prevenzione delle irritazioni e la disidratazione cutanea 

– utile per la detersione nei primi giorni di vita e crosta lattea 

– ideale come condizionante per capelli molto secchi e sfibrati

– adatto per prevenire smagliature e inestetismi 

Hai già provato il nostro olio? Facci sapere la tua opinione nei commenti!